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martedì 17 giugno 2014

Escursione al Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina Passeggiata tra boschi, pinnacoli, grotte resti fossili e case torri

                                              Escursione al Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina
Passeggiata tra boschi, pinnacoli, grotte  resti fossili e case torri
DOMENICA 22 GIUGNO 2014






Per chi già conosce questi luoghi sarà l’occasione per ripercorrere in compagnia gli antichi sentieri,  chi non li conosce rimarrà sorpreso per i numerosi tesori naturalistici e architettonici che questo territorio  custodisce.  








La guida Elena Iori ci accompagnerà durante tutta la giornata. Avremo l’occasione di“ leggere” nelle rocce  i complessi movimenti geologici che hanno portato alla sedimentazione,  in ambiente marino, circa 25 milioni di anni fa,  delle sabbie che oggi costituiscono le arenarie dei “Sassi”, di  capire l’origine delle numerose grotte e fratture presenti nel territorio, di seguire le tracce fossili testimoni della presenza di un antico  mare.  I sentieri che percorreremo ci mostreranno inoltre un territorio che possiede una grande biodiversità: castagneti centenari si alternano a boschi misti di cerri, roverelle e carpini, aridi terreni argillosi sui calanchi e freschi suoli fertili lungo i numerosi fossi e rii, vaste radure incolte, foraggi e campi coltivati a frutteto. Per completare la lettura del paesaggio seguiremo le tracce della presenza  dell’essere umano che  fin da epoche antiche ha arricchito il territorio di numerose case torri, oratori, mulini,  che costituiscono un ricco patrimonio di architettura rurale. 
Dati organizzativi:
Luogo di ritrovo parcheggio della Piscina di Vignola ore 8,15.  Ore 9,00  Incontro con  Elena Iori, geologa e guida del Parco, presso il Ristorante Sayonara lungo la Fondovalle.  Percorreremo il primo tratto in auto, poi raggiunto il parcheggio di Pieve di Trebbio partiremo a piedi per  il Borgo dei Sassi, punto di partenza per la salita al sasso della Croce. Proseguiremo poi lungo un itinerario ad anello che ci ricondurrà a Pieve verso le 13/13,30. Qui ci accoglieranno le ragazze  dell’Associazione Cacomela, che da alcuni anni gestiscono lo spazio della ex scuola di Pieve come punto ristoro-vendita oltre che luogo dove si concretizzano proposte ludiche e culturali, per la sosta pranzo a buffet.
Nel  primo pomeriggio visita guidata alla Pieve e alla Mostra Naturalistica presso il Centro di accoglienza del Parco “ Il Fontanazzo. Il rientro è previsto alle ore 17 circa.
Costo comprensivo di pranzo e guida euro 15,00 (salita al Sasso, visita alla Mostra e alla Pieve non comprese). Prenotazioni entro venerdì 20 giugno.
Per informazioni contattare Mariangela: cell.  3334762530, e-mail  bertollamari@gmail.com 


sabato 7 dicembre 2013

Le soddisfazioni di una associazione di donne












Dobbiamo proprio rendervi partecipi che ultimamente il cacomela ha avuto due grandi soddisfazioni:
due uomini che ci hanno conosciute e, anche grazie a noi, hanno iniziato un percorso di consapevolezza sul loro essere uomini, cosa significa, come si vedono e come sono visti.
Uno è Alessandro di Modena, che viene spesso a trovarci, che domenica 24 novembre 2013 ha debuttato a Modena insieme ad altri attori e attrici non professioniste/i, nello spettacolo di teatro forum “Storie di ordinaria discriminazione”, tratto dal libro Uomini che odiano (barrato) amano le donne, di Monica Lanfranco. Beh, a parte che lo spettacolo è stato molto bello, ha fatto un bel discorso di introduzione, nominando noi e il nostro ballo Break the chain, di febbraio 2012, One Billion Rising, in piazza a Guiglia.
Ecco, allora vorrei dirvi che è valsa la pena farlo per tanti motivi, prima di tutto creare il nostro gruppo di donne, ma non di meno per lui, per quello che ha scatenato in lui.
Ecco il testo della sua introduzione, ce lo ha mandato:

"In questo percorso di consapevolezza e svelamento degli stereotipi di genere sono stato accompagnato da diverse splendide persone, alcune di loro saranno sul palco altre le scorgo tra il pubblico. Donne e uomini che hanno risposto con curiosità e senza pregiudizi all'idea strampalata di un signor nessuno. Un personaggio che, con ineffabile presunzione, ha pensato di poter dare un contributo, ancorché piccolo, all'evoluzione della nostra cultura. Cultura piena di contraddizioni, in cui donne e uomini si trovano a vivere tra situazione di fortissima discriminazione di genere e altre di avanzata emancipazione dagli stereotipi e dai ruoli tradizionali.

Se posso abusare della vostra pazienza rubandovi ancora un minuto, vorrei aggiungere una piccola nota biografica che spero possa spiegare come un uomo come tanti, un bel giorno,  finisca per considerarsi “femminista”.

Il processo che mi ha portato ad esse qui, questa sera, è iniziato in una data e un luogo preciso: il 9 Marzo 2013 in piazza Belvedere a Giuglia. In quel contesto meraviglioso in una mattina di primavera un gruppo di “splendide creature” ballava Break the Chain. In quel momento, nel momento in cui ho alzato il mio dito al termine del ballo e della canzone, mi sono reso conto di aver preso un impegno preciso e, nello stesso tempo, di aver acquisito un nuovo modo di vedere il mondo e di sognarlo. Il sogno di una comunità di persone libere di essere e realizzare se stesse oltre ogni forma di discriminazione."

      Alessandro




E poi Pierre di Pavullo, che è venuto 3 volte su da noi, tra cui le due ultime volte in occasione dei seminari di Monica Lanfranco, che ci ha scritto questa mail, bellissima!!
Quindi niente, vorrei dirvi grazie per quello che stiamo facendo, perché nel nostro piccolo un cambiamento lo stiamo portando.
Continuiamo così, donne!

"Cara Monica e care del cacomela,
sono il maschio che (unico) era presente al seminario di una settimana fa al Cacomela
. Innanzitutto devo ringraziare Te e le amiche del Cacomela, perché è stata una giornata memorabile sotto ogni profilo. Non solo per l'interesse culturale degli argomenti trattati, ma anche perché per me si è trattato di un'esperienza antropologica unica: nel senso che non mi era finora mai capitato di partecipare a un consesso (quasi) del tutto femminile.
Di tantissimi convegni di ogni specie a cui da tempo ho preso parte, non ne ricordo nessuno con una partecipazione così appassionata ed equilibrata insieme, senza prevaricazioni, senza impeto di prevalere dialetticamente, con un grande rispetto e una reale capacità d'ascolto. Si aveva l'impressione che il dibattito sarebbe potuto proseguire senza interruzione altri due giorni almeno e tuttavia non s'è avuto mai intasamento di interventi, né pause di silenzio intimidito, né imbarazzi d'alcun genere. La mia presenza non ha destato la minima ostilità e neppure un atteggiamento di privilegio, ciò che testimonia ancora una volta ottimo equilibrio e che non si sarebbe mai potuto verificare a parti invertite (una donna sola tra tanti uomini). Inoltre, mi sono convinto che il comportamento femminile sia migliore in assenza di maschi, che con tutta evidenza inquinano inevitabilmente gli ambienti sociali con uno spirito competitivo e aggressivo.
Quanto precede e quanto ho sperimentato di persona mi confermano nella mia inveterata idea che il mondo avrebbe bisogno non di una semplice parità di genere, ma di un vero e proprio matriarcato
(il quale d'altronde si potrebbe definire con termini più appropriati).
Sono rimasto impressionato nei giorni successivi dalle reazioni dei compagni di sesso maschile, quando comunicavo di esser stato in quello che una volta veniva chiamato collettivo femminista (usavo di proposito un termine di particolare impatto emotivo). Invece di una reazione di curiosità ho sempre trovato una reazione di chiusura a priori. Ultimo caso, a un incontro sulla non-violenza il relatore, anarchico come me, mi ha detto di non capire per esempio le pretese femministe sul piano grammaticale, al che ho replicato che al primo incontro sono stato io a sollevare la questione, che a quest'ultimo la faccenda è stata trattata molto en passant e infine che comunque nella comunità agricola libertaria di Urupia in Puglia (http://urupia.wordpress.com/) i fondatori hanno deciso che nelle situazioni miste si parlasse al femminile, pertanto essi si fanno chiamare comunarde.
Alle volte ho l'impressione che le riunioni femminili siano immaginate dal sesso maschile, sinistra radicale compresa, un po' come ritrovi di pericolose baccanti o di crudeli Erinni, da cui sarebbe prudente tenersi alla larga!
Perché mai, mi chiedo (retoricamente), se sostengo una campagna contro la fame nel mondo, pur non essendo fin troppo visibilmente toccato di persona dal problema, la cosa non desta stupore, o se difendo i diritti degli ultimi e dei diseredati, pur provenendo da benestante famiglia alto-borghese, queso appare del tutto naturale, mentre se mi professo femminista ciò dà sempre un effetto di spiazzamento e di incomprensione? Evidentemente, quest'ultimo aspetto coinvolge ontologicamente il gruppo dominante più d'ogni altro...
Colgo l'occasione per aggiungere un paio di considerazioni per le quali non c'è stato tempo o occasione durante il seminario. Le favole non sono tanto innocue e neutrali come possono apparire; sono la mitologia del mondo infantile e la mitologia è proprio il terreno in cui s'è giocata non secondariamente la partita del patriarcato. Pandora ed Eva condividono in culture molto diverse l'attribuzione dell'origine dei guai dell'umanità; la dea preferita del pantheon attico era Atena, partorita dalla coscia del padre; il perdono dei matricidi Oreste ed Elettra sancisce la maggior gravità dell'uccisione del marito da parte di Clitemnestra, mentre il sacrificio della figlia Ifigenia (salvata dagli dèi e chiamata nell'Olimpo!) per mano di Agamennone era giustificato dalla ragion di stato... Insomma, se cominciamo a eliminare le principesse, i cavalieri e i draghi dalle narrazioni favolistiche, non mi sembra una gran perdita: tra l'altro il drago-serpente immancabilmente trafitto e ucciso è simbolo della potenza tellurico-matriarcale.
Una delle trattazioni che hanno segnato il mio percorso culturale, è senz'altro quella dell'antropologo francese René Girard riguardo il capro espiatorio e il sacrificio, il quale ultimo ha storicamente colpito assai spesso le donne. Il sacrificio, anche secondo lui, si è protratto in tantissime forme oltre l'esecuzione fisica e sanguinosa (che comunque non è cessata, data la frequenza dei femminicidi). Le donne, insomma, hanno pagato sempre in prima persona per la pacificazione collettiva, sicché si potrebbe con fondamento ritenere che siano state e tuttora siano doppiamente indispensabili alla sopravvivenza dell'umanità e della civiltà: per la funzione biologica del parto e per quella di amortizzatore dei conflitti incipienti. La vera uscita dalla preistoria, per usare una metafora di Edgar Morin, avverrà con il superamento delle violenze intestine, che va di pari passo con la cessazione dei sosprusi di genere. La decrescita, a mio giudizio strada maestra per superare il capitalismo consumistico con le sue esiziali conseguenze, per ammissione del suo principale teorizzatore Serge Latouche, o sarà femminile o non sarà.





Ti saluto con gratitudine per la messe di informazioni, considerazioni e riflessioni che ci hai donato nella giornata trascorsa insieme e spero di avere in futuro altre opportunità per incontrarTi.
Con affetto, Pierre 
(anarco-comunista, eco-femminista, pacifista)"






martedì 1 ottobre 2013

LA DIFFERENZA DI GENERE CONTA?



Ci sono dei giochi da femmina e da maschio?
Davvero i maschi sono più “aggressivi” perché è nella loro natura?
E’ giusto proporre alle bimbe per lo più giochi sulla cura di bambole, della casa, cucina e cura dell'aspetto?
Cosa si nasconde dietro ad apparentemente banali cartoni animati e favole classiche e tradizionali? come possono influenzare i pensieri e il futuro dei bimbi e delle bimbe?
Siamo sicuri di essere davvero attenti/e a non comunicare stereotipi ai nostri figli e figlie?
Siamo noi per primi/e improntati a essere discriminanti, anche senza accorgercene?
Che senso ha un linguaggio attento al femminile?
Siamo certi/e di assecondare con rispetto le scelte dei figli/e su come si vogliono vestire, con cosa e chi vogliono giocare ecc.?
E, soprattutto, stando attenti a queste tematiche fin dalla prima infanzia, possiamo fare in modo che il rapporto tra futuri uomini e donne sia migliore, rispettoso, dialogante, equo, e senza violenza di ogni tipo, non solo fisica?
In fondo, migliorare i rapporti tra i generi non è una delle basi per migliorare l’umanità?

Ecco, non è tutto, ma parte di ciò che vorremmo affrontare sabato 16 novembre 13. E per farlo è necessario parlare di:


Emancipazione, liberazione, differenza sessuale, politica di genere: le quattro fasi dell'elaborazione del pensiero del movimento delle donne italiano. Il percorso storico, politico e tematico del movimento delle donne in Italia: dai gruppi di autocoscienza alle battaglie politiche per il divorzio, l'aborto e il diritto di famiglia. Sessualità, lavoro, carriera, doppia presenza, conflitto e negoziazione tra i generi in 20 anni di storia. Come si è evoluto nella cultura, nel costume e nella società il ruolo delle donne. Come dare valore e senso all'essere donne e essere uomini nell'uso del linguaggio sessuato. 
La vita quotidiana delle donne come paradigma di una nuova misura nelle relazioni politiche.
La scuola e la socializzazione tra i due sessi veicolo di cambiamento dell'etica sessuale.E poi: favole, filastrocche, cartoni animati, films per l'infanzia, narrazioni della buona notte, i primi libri: le trappole manifeste (e quelle occulte) che favoriscono l'insorgere di discriminazioni tra bambine e bambini. 

Info sui costi: per partecipare alle nostre iniziative è necessaria la tessera dell'associazione, che costa 20 euro ed è annuale. E' anche tessera Uisp, per cui, in caso siate già tesserati/e Uisp, costerà meno.
La quota per coprire le spese dovrebbe essere di 20 euro a testa, ma se saremo tanti/e potrebbe calare.
Questo lo sapremo l'11 Novembre, al termine delle iscrizioni.
Gli orari de seminario sono sul volantino.



mercoledì 19 giugno 2013

SEMINARIO "Le economie del dono" DOMENICA 30 GIUGNO 2013


Domenica 30 giugno presso "Il Cacomela" Giuliana Ruberti terrà uno stage su
Le Economie del Dono
Inizio ore 10, pausa pranzo con cibo in condivisione ore 13, conclusione ore 18


Cosa significa “economia del dono"?
Charles Eisenstein è un quarantenne americano laureato in filosofia e matematica, sostiene che le economie del dono  sono la via d'uscita da questo sistema economico che sta autodistruggendosi. Lui è molto conosciuto in America e in Inghilterra e tiene moltissime  conferenze in questi due paesi. In Italia non è conosciuto. Di fatto attualmente lui è l'anti-economista di grido. Mette in chiaro  i presupposti storici del nostro modo di pensare e di agire, fa proposte concrete che nessuno fa o scrive. Le persone e organizzazioni di punta nel cambiamento del mondo parlano dei suoi scritti. Il suo libro " Sacred Economics : Money, Gift and Society in the Age of Transition" ( Economie sacre : denaro, dono e società nell'epoca della transizione) è leggibile gratuitamente sul suo sito, è molto coerente con lo spirito del dono e con questo spirito accanto ai capitoli in inglese ci sono traduzioni in varie lingue che gli sono state regalate, rispondendo a una sua richiesta sul web. Il suo libro non gli è stato commissionato nè finanziato da nessuna università, ente o casa editrice, per scriverlo lui è diventato povero, il governo gli ha confiscato la casa, ma poi il suo messaggio è così bello che si è fatto strada da solo. Mi sembra un raro esempio di coerenza.

 E' importante partecipare a tutta l'esperienza e non andare e venire. E' importante fermarsi, prendersi del tempo per stare insieme. Se qualcuna avrà necessità di andare via prima della conclusione lo può fare. Sconsiglio di saltare la mattina e arrivare il pomeriggio poiché non si capirebbe. Non è una conferenza è un'esperienza di gruppo.

Portare un materassino da yoga e un piccolo cuscino o salvietta da mettere sotto la testa, pantaloni comodi che vi permettano di muovervi.

Cominceremo con 15 min. di radicamento a terra e di centratura + 15 min di feedback su questa esperienza.
Poi vi parlerò dei punti chiave del pensiero di Charles Eisenstein, tratto dal suo libro " Money, Gift, Society in the Age of Transition". Io ho tradotto qualche capitolo in italiano e si possono leggere digitando "SacredEconomics.com"

 Nel pomeriggio vi farò lavorare a coppie , ognun* avrà 15 min per dire all'altr* quale visione di mondo, quali idee e quali valori vi ha suggerito la mia esposizione. Poi tutt* insieme si condividerà cosa è uscito in questo modo : A dovrà sintetizzare il pensiero di B e viceversa, così facciamo anche allenamento di buon ascolto e fedele trasmissione del pensiero altrui.

Poi tutt* insieme stileremo della azioni concrete da realizzare nel vostro posto per cominciare a far pratica dello spirito del Dono .

Servirà un grande foglio di carta da pacchi e alcuni pennarelli per scrivere le proposte.

Poi una mezz'ora di rilassamento a terra lavorando in coppia.
Poi chi volesse parlare e discutere anche di altri argomenti insieme a me, posso andare avanti anche oltre le 18.

Alla fine, nello spirito del Dono, ci sarà una scatoletta per un libero contributo in denaro.

La giornata sarà condotta da Giuliana Ruberti, psicologa, vive in provincia di Piacenza, sostenitrice de Il Cacomela, ha creato un gruppo sul Dono, "Il Cerchio Sacro del Dono" in cui si praticano i principi delle Economie del Dono".  







lunedì 22 aprile 2013

Una delle feste più sentite

Giovedi 25 Aprile 2013
L'anno passato abbiamo festeggiato il 25 Aprile al cacomela.
Abbiamo narrato storie di partigiane, del loro coraggio, delle loro azioni, delle conseguenze che ha portato la guerra nelle vite delle donne.
Perché, nonostante il dolore, la bruttezza e l'ingiustizia della guerra, le donne hanno guadagnato importanti risvolti nella vita di tutti i giorni e nel loro ruolo nella società, durante e finita la guerra.
Quest'anno non abbiamo potuto organizzare una nostra giornata "resistente" perché con la faccenda della precarietà della nostra sede non abbiamo avuto il tempo, ma L'organizzazione della festa  Resistenti a Spilamberto (MO) ci ha chiamate.
E così possiamo riproporre parte di quelle letture dell'anno passato, tra un concerto e l' altro.
E ne siamo grate.
Ci vediamo là.
Al mattino la nostra sede sarà aperta, se poi troverete chiuso è perché per noi questa festa è importante, e dobbiamo festeggiarla.